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Il dottor Lorenzo Miniussi, triestino, nato nel 1772, morto il 6 di luglio del 1839, sarebbe stato, a quanto mi risulta, fra i primi che a Trieste poetassero in dialetto. Ma anche la sua parlata, come quella di altri vecchi triestini, è piuttosto venezianeggiante. Egli scrisse in quello scartafaccio ingiallito, conservato nell'Archivio della Società di «Minerva» di Trieste, del quale parla Giuseppe Caprin nel suo prezioso volume I nostri nonni.

«Tutte le sere — scrive il Caprin — quel nobile manipolo di assidui intelletti si esercitava nel comporre improvviso, e ingrossava l'albo di schizzi rimati, di strofe bizzarre, che diventarono incentivo a una gara durata molti anni.»

Ed è lo stesso Caprin che sul Miniussi fornisce questi dati:

«Nacque in Trieste nel 1772; ottenne la laurea nel 1802 per la facoltà legale e canonica; si dedicò quindi all'avvocatura. Nel 1808 venne nominato notaro; nel 1818 consigliere di Governo; quindi nel 1831 preside del Magistrato di Trieste. Era uomo colto e di molto spirito.»

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