Intermezzo di Cassandro cavallier affettato e di Betta ragazza veneziana/Intermezzo II

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Qualità del testo: sto testo el xe conpleto, ma el gà ancora da vegner rileto.
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INTERMEZZO II.


CASSANDRO IN ABITO DA GONDOLIERE.


Dopo


BETTA COME NELL'ALTRO.


Cas. Giacchè Betta ostinata
     Dice che un Barcariol vuol per Marito,
     M'ho così travestito
     Per ritentar con le mentite spogiie,
     D'ingannar la furbetti, e averla in Moglie,
     Sangue dei miei grand'Avi,
     Che nelle vene mie scorri glorìoso
     Perdona il grande oltraggio
     Sento il cor mi dice
     Per cagione sì bella il tutto lice.

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     Mentirò la pronuncia
     Già per long'uso a favellare appresi
     Nella Veneta frase arguta, e pronta,
     Ecco Betta gentil, ecco il mio bene
     Vi vuol coraggio, e simular conviene.
Bet. Se suol dir per proverbio
     Per trista che la sia
     Non avvanza mai carne in beccaria,
     Non so po tanto brutta,
     Ne tanto malagrazia
     Pur vedo tante Putte a tior Mario,
     E mi vegno vecchietta, e resto indrio,
Cas. Patrona sala. Ma de cuor. La diga
     Se puol dir do parole? Ah muso bello.
Bet. (Questo xe sior Cassandro in verità
     Che me voi cavar spasso.)
Cas. Cos`è no la risponde?
     Gnanca un buon dì gramasso? Finalmente
     Son galant'omo, e so trattar con putte.
Bet: Le putte da par mio
     Bagolo non vuol dar a certa zente
     Son poveretta, sì ma son prudente.
Cas. Mo via, se la xe bella
     Che la buta anca bona
     Non la fassa el muson cara Parona.
Bet. Oh m'avè tolto in fallo
     Non so miga de quelle
     (Se m'intende) de certe calleselle.
Cas. Che cade? Se sà ben chi e siora Betta
     El sa ben sto mio cuor ch'è spasemao
     Per quel visetto bello inzuccherao.
Bet. Donca me volè ben.
Cas. Sangue de diana
     Mi no magno, no bevo, e sina quando
     Sul trasto stravaccà dormo un tantin,

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     Anca in insonio vedo
     Quel viso benedio,
Bet. Mi no ve credo.
Cas. Siora betta, sentì, se mi ve burlo,
     Prego el Ciel, che de notte
     El remo se me rompa, e che alla barca
     Se ge molla le stoppe.
     E che possa cascar zoso de pope
     E perchè el vostro cuor
     De mi ziva seguro
     Sentì, Betta ben mio quel che ve zuro.
     Se no è vero quel che digo
     Prego el Ciel col caligo
     De trovarme in la Laguna,
     E per mia mazzor fortuna
     Dar il secco sul palmo
     Prego el Ciel, che quando chiamo
     Premi stali voga o sia,
     Una barca vegna via,
     Che me daga in ti costrai,
     E che mai
     Mi no gabbia da muarme
     La camisa quando suo.
Bet. Orsù voggio anca mi
     Per renderve contento
     Far in vostra presenza un zuramento.
     Prego el Ciel che vegna
     Tutto el mal che vegnir puole a una puta
     Se ghe penso de vù poco, ne troppo,
     E se a vù se voltasse el genio mio
     Prego el Ciel de morir senza Mario.
Cas. Mo via, cosa voi fatto? In sta maniera
     Trattè chi ve vol ben.
Bet. Eh no me degno
     D'un oomo grossolan. Cossa credeu?

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     Che un Barcariol abbia d'aver sto tocco
     De carne versellada? Via caveve
     Sier paroncin, e andeve...
Cas. Diseme chi voressi.
Bet. Chi vorave?
     Siben son poveretta
     Fia d'un Pare ordinario, e senza dota
     M'ho cassà nella testa un de sti dì.
     De voler un Lustrissimo anca mi.
Cas. (Bettina s'è cangiata
     Buon per mè
     Il mio parlar la persuasa affe.
Bet. Son andada una festa
     Dove o visto la fià de donna catte
     Col mantò pontå sù,
     Ma ve dirò più,
     Una sorella della lavandera
     Co l'andriè colla scuffia, e prigioniera
     Onde anca mi per non parer de manco
     Voi trovarme un mario con spada al fianco
          Che bella cosa
               Sentir a dir
               Lustissima
               Lustrissima
               La poss'io servir?
               Andar con la coa
               De note, e de dì.
          Da tutte le bande
               Aver riverenze
               De conti e marchesi
               E grand'Eccelenze
               Che sempre ve diga
               Lustrissima sì.
Cas. Orsù, xa che no posso
     Esser vostro Mario

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     Voi proponerve almeno un buon partio.
Bet. Disè sù, che v'ascolto.
Cas. Un certo Sior Cassandro
     Zentiluomo de sangue rico, e bello
     Saria gusto per vù.
Bet. L'è appunto quello
     Che saria de mio genio, ma o paura
     Che no ghe sia più caso.
Cas. Mo perchè?
     Aveù forse trattà de sto Negozio?
Bet. Seguro, e mi da stramba
     Lo sprezzà senza sesto, e lu sarà
     Con rason desgustà.
Cas. Se ancora el volesse
     Ghe daressi la man de so muggier.
Bet. Che darave la man, el cuor e 'l resto.
Cas. Ecco il vostro Cassandro pronto è lesto
     Pria che finisca il giorno
     Date dunque la man...
Bet. Voi darve un corno
     Così dunque se burla
     Le putte in sta maniera? Andè in mallora
     E no so chi me tegna
     Che no ve sgraffa el muso come un Gatto
     Via caveve da quà: sior mandolato.
Cas. Ah perfida, ha bugiarda,
     Cire, medea, medusa, furia, e sfinge.
     Del Tricerbero can mostro più fiero
     Ministra vil di demonial impero
     Tu beffarmi così, così beffarmi.
     Giuro al ciel, giuro a me di vendicarmi
Bet. Tolè sto canelao
     Sor fio, che no ve digo el vostro nome
     Da quà avanti impare.
     A lassar star le Putte Veneziane

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     Perchè (se nol savè)
     Le ve menerà tutte per il naso.
Cas. Oh successo inaudito? Oh strano caso
     Perfida donna
     Senza pietà.
Bet. Povero mato
     Ne fe peccà.
Cas. Ancor mi burli?
Bet. Cos'è sti urli?
     Seu spirità.
Cas. Senza pietà.
     Per la gran bile
     Gia mi vien mal
Bet. Staressi meglio all'ospedal.
Cas. Furie d'averno.
Bet. Mostro d'inferno.
Cas. Venite quà.
Bet. Andè vù là.
     Perfida donna ec.


IL FINE.