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può credere, che sieno usciti dal ventre delle loro madri dopo avere guadagnati de' premj.
Mar. Mi fai da ridere.
Carl. Domando tre soli giorni di libertà.
Mar. Ma puoi darti a credere?...
Carl. Che mio compare voghi in regata, è cosa certa: che vinca ci scommetterei la testa. Tre giorni di seguito (già è il solito) mangiare, bere, e star allegramente sempre con mio compare Nane.
Mar. Oh! che pazienza!
Carl. E così?
Mar. Se tuo compare guadagnerà te li concederò.
Carl. (con trasporto.) Oh! caro... benedetto.
Mar. Và al traghetto vicino, ordina una gondola a due remi per me; gli abiti per li Barcajuoli andrai a provvederli in Ghetto.
Carl. Bravo, Eccellenza; ancor lei in regata. Faccia scorta a mio compare. Ah! lasci, lasci, che io... (si getta a piedi del Marchese, volendo baciargli le ginocchia.)
Mar. Eh! il diavolo, che ti porti, pazzo maledetto. (si disimbarazza, e parte.)


SCENA II.


Carletto, poi Nane.


Carl. (si alza.) Evviva, evviva, il mio compare Nane. Che braccia! Che spalle! Che

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