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di scambievol contatto; e giù con la ben nota commedia dell'Acqua alta1, accolta coi fischi di tutti gli astanti, avea donde convincersi, che anche lo stile dei veleni e dei pugnali non gli sarebbe stato molto propizio. Si sa che, o troppo superiore, o troppo sensibile alle pretensioni dell'amor proprio, rise al riso de' suoi uditori, e fu tra' primi a canzonare dalla stessa loggia l'autore; e si sa pure, che per fare la commedia della commedia, la diede alle stampe ponendovi in fronte una dedicatoria2 e un'apologia3 veramente berniesche, non senza il più deciso proponimento di accommiatarsi per sempre da Talia e da Melpomene.

Fermo nel suo pensiere s'infinse però di assecondare i voti de' suoi più cari, nè andò molto ch'egli, come solea tratto tratto con altri parti della sua musa, gl'invitò alla lettura di un'arcitragicissima tragedia, nella quale ben lungi

  1. L'Acqua alta, o le Nozze in Casa dell'avaro. Venezia, Bassaglia, 1769 in 8.vo.
  2. Il Mecenate è sua Eccellenza il conte di A. B. C. D. E. F. G., marchese di H. I. K. L. M. N. O., barone di P. Q. R. S. T. U. V. X. Y. Z. ec.
  3. L'apologia comincia nel modo seguente: Prefazione piena zeppa d'istorielle e di fole vote affatto di buon senso, di grazia, e di sale. Tutto il resto è dello stesso tenore.
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