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circa trecento; e, di questi, appena un cento furon nuovi per me. A quasi tutti, però, notai che appartenevano ad esse, perchè al Lettore fosse presente la antichità loro; che, mentre tante cose cambiarono e cambiano intorno a noi, rimangono per secoli nella memoria degli uomini, dando loro utili avvertimenti e consigli per tutte le contingenze della vita; e conservando la forma primitiva e le antiche parole, alcune delle quali, perdute nell'uso, non si trovano più che in essi. E questa ultima dovrebb'essere una ragione di più perchè i nostri filologi s'adoprassero a raccoglierne, specialmente fra le popolazioni rustiche, in ogni parte d'Italia.

Io intanto proseguirò nelle mie ricerche, sperando che vogliono fare altrettanto i miei amici, affinchè questa Raccolta riesca sempre più completa e degna del buono, accorto e ingegnoso popolo Veneto.




Cristoforo Pasqualigo
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