Pagina:Serie degli scritti impressi in dialetto veneziano.djvu/141

Sta pagina la xe stà trascrita, ma la gà ancora da vegner rileta.
SECOLO XVIII.


Può questa nostra illustre terra italiana andare fastosa di que' suoi non pochi scrittori che valsero a mantenere in celebrità il decimottavo Secolo; e se vogliam confinarci all'arte de' Ritmi, a quella della Drammatica ed a quella della Eloquenza, potremo ricordare pur anche il nome di Autori veneziani che lasciarono tali scritti dettati nel soave loro dialetto da rendersene cara e fruttuosa la lettura sino presso gli estranei.

È gran peccato che siasi rivoltolato sempre fra le più stomacose lascivie un Giorgio Baffo, cui non mancano le doti di valente ed inspirato poeta. Il Ditirambo El vin Friularo di Andrea Pastò può mettersi in gara col Bacco in Toscana del Redi. Tra' poeti bisbetici, acri e

Traesto fora da Wikipèdia - L'ençiclopedia łìbara e cołaboradiva in łéngua Vèneta "https://vec.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Serie_degli_scritti_impressi_in_dialetto_veneziano.djvu/141&oldid=74813"