Pagina:Sonetti fatti adesso da nevo da un de Sottoriva.djvu/6

Sta pagina la xe stà trascrita e rileta.

                    Genie, malignità,
Ghe n'è a bezeffo, e de razze caine,
35Invidiosi, e invidiose fine fine.
                    Giha invidia à le vesine,
Con giè putte da ben i và a intestaro
38I parenti, per farle mal trattaro.
                    No me pos rasentaro,
Giè stronzè, no giè al peso, e sti smorfienti
41Vel cattar menda a i scudo trabuchenti.
                    Guardè se giè insolenti,
Dond'è la paso i ghe fa metro guerra,
44Contra'l ben far, la porta i ghe serra.
                    I spuzza sora a terra,
Bea chi pel guardarse da sti tali,
47Giè inemighi de Dio, cason de mali.
                    E si no gh'è speciali
Che tegna onti in la so speciaria,
50Per guarirgi da stà poltronaria.
                    L'è troppo incancarìa,
Mi vegio diro le me opinion,
53Per l'honestà no giha mai descretion:
                    Giè à la comparation
De i porchi che sta sempro in la carogna;
56Se i sento un bon'odoro, i se ne sgogna.
                    Perche no giha vergogna,
Quella so testa l'è na colombara
59Da piocchi, i gh'in sarà su le megiara:
                    Tutti pieni de tara,
Mostazzo da fodraro un camarelo,
62Barbe da doperar per un pennelo.
                    Nasi da capitelo,
Bocche e dentazzi da zizzar chiavoni,
65Lengue da cicolar con forbesoni:

Traesto fora da Wikipèdia - L'ençiclopedia łìbara e cołaboradiva in łéngua Vèneta "https://vec.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Sonetti_fatti_adesso_da_nevo_da_un_de_Sottoriva.djvu/6&oldid=65299"