Una suplica a la «Bepi»

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Una suplica a la «Bepi»
1895

 Edission original:   

Giuseppe D'AlpaosSvoladine e refoli, Venezia, Fratelli Visentini, 1897

 Fonte:

Indice:D'Alpaos - Svoladine e refoli, Venezia, Visentini, 1897.pdf

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UNA SUPLICA A LA “BEPI„ 1


Cara Verdi, semo al verde...
E cussì gnente se perde
               A far sta suplica!
Anzi semo d'opinion
Che sta nostra inspirazion
               La sia bonissima
E la fazza quel'efeto...
Che spetemo da un tocheto...,
               Ma sempre inutile!
Semo otantadò poeti
Tuti quanti, povareti,
               Al mondo incogniti...,

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Che spetemo el to giudizio
Che ne manda in precipizio
               O ne fa çelebri!...
Che te prega de far presto
A dar fora el manifesto
               Sospiratissimo
Co quei pochi fortunai
Ritenudi e decretai
               Degni del Premio
Stabilido l'ano scorso
Nel to Aviso de concorso
               Za noto al publico!
Compatissi sta impazienza
De saver la to sentenza
               Inapelabile!
La gran vogia del Diploma
E... de quela çerta soma...
               Ne fa tarantole!
Dunque varda, se ti pol,
Se ti credi, se ti vol...
               De dirne subito
La Canzon del Redentor
Che de più ga fato onor
               Ai to umilissimi
E divoti concorenti...
Che no xe tanto contenti
               De sto silenzio!...
M... M..., N... N...
N.B.) E quei altri schincapene
               Che no se nomina!



Note
  1. Nel 1894 la Filarmonica Società Veneziana Giuseppe Verdi bandì il suo primo Concorso poetico-musicale per la tradizionale Festa del Redentore del successivo anno 1895. Oltre i premi stabiliti per la migliore musica, ve n'erano tre, da Lire 20, 40 e 60, e relativi Diplomi per le poesie più meritevoli.
    Parecchi degli interessati, desiderosi di conoscere l'esito del Concorso, del quale veramente si tardò molto a darne la partecipazione, pregarono l'autore di scrivere in proposito alla Bepi, ossia alla Giuseppe Verdi, e gli uscì dalla penna questa Suplica che vide la luce nel giornale umoristico veneziano Sior Tonin Bonagrazia dell'11 Agosto 1895.
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